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Il Comune di Montecosaro

Il nome

Non lontano dal mare Adriatico sorge Montecosaro, piccolo castello che sembra, con la cima del colle, diretto al cielo. Una volta sede del pretore e tribunale di giustizia a cui i Goti distrussero l’abitato con grave e crudele strage, diedero a questo castello il nome di luogo delle cause ed assegnarono i confini a questa felice Terra tra l’Asola ed il rapido Chienti. Qui tutte le strade, anche le più sole hanno un vento che le accompagna. Il viandante non si sente mai solo, è sempre accompagnato da una musica che lo culla e lo scuote, ora leggera brezza soave, ora vento sibilante e minaccioso. Il nome proviene dal latino “Mons Causarius”.

La storia

Il centro è d’origine picena, ma i primi documenti relativi all’insediamento risalgono al 936 e testimoniano lo sviluppo del nucleo urbano attorno alla Pieve di San Lorenzo. Punta avanzata e fortificata della Fermo Longobarda e poi della Marca Pontificia, fu insignito nel 1255 da Alessandro IV del titolo di Monte fedele per le sue prove di attaccamento alla Santa Sede. Oggi Montecosaro comprende due nuclei urbani: il centro storico in collina ed il nuovo insediamento di Borgo Stazione ricco di attività commerciali ed industriali. Il Centro storico conserva l’aspetto tipico di castello altomedievale con torri di difesa e d’avvistamento lungo le mura del ’300. L’impianto urbanistico risalente al ’600 è ancora ben leggibile.

Il patrimonio artistico

Il centro storico è diviso da una manciata di chilometri dal nuovo insediamento di Montecosaro Scalo, ricco di attività commerciali e industriali, ma anche scrigno di una preziosa chiesa di età romanica, Santa Maria a piè di Chienti, che è come un marchio a fuoco sia per chi a Montecosaro arriva per la prima volta sia per chi ne è parte. I primi dati storici risalgono al 936, ma si ipotizza la sua esistenza già in età longobarda. Due epigrafi testimoniano che gran parte dell’attuale struttura venne edificata per volere dell’abate Agenolfo e consacrata nel 1125. La parte absidale è la più interessante del paramento esterno, con le complesse absidiole che animano l’insieme. L’interno è a due piani sovrapposti, con matronei, soffitto a capriate e finestrelle in alabastro. Le tre navate con archi scanditi da lesene sono in stile lombardo, mentre la parte absidale è in perfetto stile borgognone.

Il patrimonio artistico

Lasciando l’abbazia e dirigendosi verso il centro storico, fuori dalle mura, si incontra la chiesa a pianta ottagonale di San Rocco (1447) che conserva importanti affreschi di Simone De Magistris.
L’intero borgo è circondato da una cinta muraria ben conservata, ma delle antiche porte medievali rimane solo Porta San Lorenzo, che si apre verso levante, la principale porta d’accesso al borgo e l’unica dalla fine dell’Ottocento. Risalendo una gabbetta di ciottoli di fiume, si arriva, attraverso un arco, in Piazza Trieste, originariamente intitolata a Vittorio Emanuele II, in linea filologica con altre vie e piazzette vicine dedicate a Saffi, Armellini, Mazzini, Garibaldi. Percorrendo in lungo la piazza, con gli edifici messi a filo, ordinati, semplici all’esterno, pieni di qualche meraviglia all’interno, si incontra l’ottocentesco Teatro Storico Comunale Delle Logge, un piccolo gioiello stilistico e architettonico che presenta un impianto a ferro di cavallo privo di loggione, platea e tre ordini di palchetti con decorazioni pittoriche e stucchi. Accanto al teatro è collocato l’ex Palazzo dei Priori, eretto intorno al XIII secolo, che fu sede e residenza del personale amministrativo dei marchesi Cesarini dal 1552. Tra i due edifici spunta la Torre Civica medievale, ricostruita a partire dal 1791, quando ormai era prossima al crollo, e strettamente legata al ricordo della rivolta antifeudale del 1568. Sulla piazza si affaccia inoltre la Collegiata di San Lorenzo che ha assunto le attuali forme nel 1723 in seguito ad un generale rifacimento. Dell’edificio medievale resta solo il campanile romanico, mentre all’interno è conservato il grande crocifisso pre-giottesco col Cristo trionfante, trasferito sul finire del Quattrocento dall’antica pieve di San Lorenzo.

Il patrimonio artistico

Sul lato opposto della piazza si incontra il C.A.M., Complesso Agostiniano di Montecosaro, costi-tuito dalla Chiesa di Sant’Agostino, edificata verso la metà del Duecento, e dall’attuale Palazzo Comunale.
Il lato del tempio su Piazza Trieste è abbracciato per intero da un ampio terrazzo con balaustra e scalinata. Il reliquiario della Croce Santa, un organo realizzato da Gaetano Callido e opere pittoriche di grande pregio rappresentano la “collezione” di questa chiesa. Accanto sorge il Palazzo Comunale, nobile e pregiato edificio, frutto di una grandiosa ricostruzione settecentesca, che ospitò una comunità di monaci agostiniani, insediatisi entro le mura del borgo già dalla metà del Duecento.
Questo percorso sulle tracce della cultura e della storia offre altri scorci, luoghi, capolavori che si possono inseguire e scoprire girovagando per le vie e i vicoli del centro storico. Un’ultima tappa, però, è d’obbligo: il giardino del Cassero, antica rocca fortificata senza più traccia di torre, dal quale la vista del viandante può spaziare in lontananza tra scaglie di mare e colli accesi dai girasoli.